21luglio, 2008

HIV, AIDS & l’uovo di Gallo

Lo scorso giugno ho spedito questo rapporto riguardante gli ospedali americani e quanti di essi fanno affidamento sulla frode, su lesioni ed infezioni che potrebbero essere prevenute, per compensare le perdite dovute all’insistenza del governo affinché gli ospedali privati curino cittadini non assicurati o inadeguatamente assicurati, persone indigenti e stranieri illegali.

Sono venuto a conoscenza di come gli ospedali rovinino buoni medici e di come catene ospedaliere, quali Tenet, Kaiser Permanente e Adventist, facciano pressione su medici locali, che già svolgono la professione con successo in studi privati, affinché entrino a far parte dei loro gruppi. Quelli che rifiutano sono presi di mira con false peer reviews (peer reviews = giudizio/revisione dell’articolo o studio da parte di esperti) di amministratori e medici che li accusano di essere pericolosi, incompetenti o disgregatori. Alcune tenaci vittime spendono i risparmi di una vita per difendere la loro professionalità, mentre altri sono meno fortunati. Di fronte alla devastante perdita della carriera per accuse infondate, molti si tolgono la vita; che è quello che gli istituti sanitari comunque preferiscono. Per loro, sono solo affari - niente di personale.

Non mi sono mai lasciato coinvolgere da preoccupazioni relative ai “mali delle grosse industrie farmaceutiche”. Davo per scontato che le medicine fossero costose  a causa della ricerca e dello sviluppo necessari a trovare cure per le malattie. Fino ad ora, non avevo mai immaginato che alcune di quelle stesse società farmaceutiche sostenessero cattiva ricerca per trovare ricercatori che producessero costosi medicinali, fonti di infermità e malattie in tutto il mondo; oppure che supportassero cattiva legislazione per spingere madri in salute ed i loro figli ad assumere medicine che uccidono (sotto minaccia di perdere la custodia dei figli), e poi usassero la loro conseguente malattia e mortalità come evidenza che una malattia inesistente esiste davvero.

Un complotto di questo genere farebbe piangere di gioia Macchiavelli.

 

Una nuova indagine

 

Non mi curavo delle grosse case farmaceutiche fino alla mia visita a Washington DC dello scorso maggio. Mi trovavo lì con dei membri della Semmelweis Society International (SSI). Si tratta di un considerevole gruppo di professionisti della medicina – medici, infermieri, chirurghi, professori di scuole di medicina e di legge, ed ex amministratori delegati di istituti sanitari. A causa della mia personale esperienza delle ritorsioni e del mio attuale interesse per la sanità americana e le false peer reviews, ero interessato a sentirli parlare direttamente delle loro storie.

Accompagnavo il dottor Gil Mileikowsky, che mi aveva per primo parlato dell’argomento nel 2006. Ho trascorso cinque giorni con i membri dell’associazione, tutte persone impegnate, che si occupano a fondo della corruzione nella sanità e che rischiano le loro carriere per denunciare frodi e abusi nel sistema sanitario. Ho registrato e curato la pubblicazione delle loro testimonianze e ho inviato il video, dopo che i membri avevano rilasciato le loro deposizioni davanti al Congresso e al Senato. Ero anche onorato di testimoniare la mia esperienza come portavoce del LAPD.

Due destinatari del “Premio Mani Pulite Semmelweis” erano la reporter Celia Faber e il biologo molecolare Peter Duesberg, PhD. Non ne avevo sentito parlare prima e non sapevo niente della loro relazione con una poco nota controversia riguardante l’HIV e l’AIDS.

Dopo 28 anni come investigatore, mi considero piuttosto scettico fino a quando non vedo le prove di qualcosa. La maggior parte del mio lavoro oggi è a fin di bene, quindi posso scegliere chi assistere. Ci si aspetta che i testimoni mentano, ma se scopro che un cliente ha travisato i fatti o mi ha mentito, di solito abbandono il caso. Sono fortunato di avere il tempo, l’energia e le risorse per aiutare le brave persone a tirarsi fuori da gineprai nei quali non meritano di ritrovarsi. Non tutti gli avvocati sono come Mike Nifong o David Sotelo, e non tutti gli investigatori privati come Anthony Pellicano. Se non sono obiettivamente affidabili, gli investigatori non sono niente altro che un impiccio per i loro clienti.

Mentre vari membri interagivano con Farber e Duesberg, ho appreso che la questione HIV/AIDS non era stata interamente risolta. Questo sembrava altrettanto incredibile che la storia del dottor Mileikowsky riguardo alle false peer reviews.

Al mio ritorno a Los Angeles, vari ex membri hanno cominciato a mettere in discussione l’attribuzione dei premi a Farber e Duesberg. In risposta, Roland Chalifoux, neurochirurgo e presidente della SSI,  ha emesso un comunicato stampa per spiegare le motivazioni dei premi. Tuttavia, a seguito dell’insistenza di due dissenzienti, il dottor Chalifoux mi ha chiesto una indagine indipendente sulla signora Farber e il prof. Duesberg, citando la mia esperienza investigativa, la mia indipendenza e la mia quasi completa ignoranza circa la questione dell’ HIV e AIDS.

Ho accettato il caso.

Benché al principio non me lo aspettassi, sono stato avvertito che dovevo aspettarmi attacchi dall’ “altra parte”. Non ero sicuro di cosa volessero dire, ma l’ ho tenuto in mente. Non mi ci è voluto molto a scoprirlo da solo.

Appena si è sparsa la voce della mia indagine, parecchi ex membri della SSI mi hanno detto che Duesberg e Farber erano pericolosi e non meritavano che dedicassi loro il mio tempo. Avendoli incontrati entrambi a Washington, non trovavo niente di pericoloso in loro.

Due dissenzienti, James Murtagh, e Kevin Kuritzky, sono stati inizialmente cordiali con me e hanno fatto “appello al mio buon senso”. La loro amichevole pressione mi ha stuzzicato e ho cominciato la mia indagine controllando le loro insinuazioni.

Tutti e due, essenzialmente, accusavano Duesberg e Farber di essere mentitori e di essere entrambi responsabili di milioni di morti per HIV in Africa. A turbarmi non erano tanto le loro accuse quanto la loro insistenza perché interrompessi la mia indagine. Sembrava incoerente che quelle persone avanzassero un’accusa di genocidio e allo stesso tempo facessero pressione perché non indagassi sulle accuse da loro fatte. Il caso è diventato più interessante di man in mano che l’ostilità di Murtagh e Kuritzky si accresceva.

Da: Kevin Kuritzky                         [mailto:kevink4@mac.com]
Inviato: Domenica 15 giugno, 2008           21.50

A: Celia Farber

Cc: SSI Membership

Oggetto: Official Nominations

Celia – perché non porti il tuo comportamento da parassita e da puttana alla ricerca di attenzione in qualche altro luogo, dove alla gente interessi veramente.

Ti sei messa in mostra con la maggior parte dei Semmelweis, e neppure il Sud Africa vuole le tue incolte opinioni di merda “falsamente giornalistiche”. Tutto il mondo ti ha fondamentalmente screditato innumerevoli volte e tutti gli allegati che ti ho mandato lo dimostrano. Ritorna a fare quel che sembri saper fare meglio, che è …

Il tuo aneddotico disgustoso mucchio di palle è semplicemente sbaragliato dalla vera scienza di persone che sono realmente qualificate per parlare di questo, non come te che…

I tuoi falsi, dannosi e assurdi punti di vista sull’HIV non sono benvenuti nella comunità medica. Ora ti suggerisco di uscirne prima di esporti ulteriormente nel pozzo che continui a scavare.

 

Era difficile immaginare che Kuritzky fosse stato un tempo accettato alla Emory School of Medicine e ancor più strano che il suo collaboratore, Dr. Murtagh, permettesse un attacco del genere. Quindici minuti  dopo, Murtagh ha replicato a Kuritzky:

 

Da: Jim Murtagh                [mailto:jmurtag@mindspring.com]
Inviato: Domenica 15 giugno, 2008   22.05

 

A: celia farber;                                                 kevink4@mac.com
Oggetto
:Fwd: Official Nominations

 

Caro Kevin,

Ti ho chiesto di essere gentile con la signora Farber perché è ovviamente malata. La sua malattia ha distorto la sua capacità di giudizio. Con i negazionisti dell’AIDS abbiamo a che fare con una triste patologia.  Quello che vorrei veramente sapere è chi ha scritto i comunicati stampa della SSI. Chi ha spinto Gil a questo?Ovviamente Gil e Roland non l’ hanno  fatto da soli.

E’ triste che Farber non risponda a nessuno dei tuoi punti ben documentati. Credo che tutta la SSI (e gli ex membri) dovrebbero essere orgogliosi del modo concreto in cui Kevin ha indagato su questa faccenda.

La signora Farber fa di nuovo riferimento a fatti inventati e ignora i  5.000 scienziati che hanno dimostrato che il postulato di Koch è stato soddisfatto.

Tu, Kevin, hai documentato 12 studi ciechi. La tua ricerca mette a tacere qualunque dubbio. L’ HIV causa l’AIDS. Questo è certo come il fatto che la terra è rotonda e che la luna non è fatta di formaggio non stagionato.

 

 

A quel tempo non sapevo che Murtagh e Kuritzky erano sostenuti da agenti del Sud Africa, della Cornell University e del Los Alamos National Laboratori, finanziati dalle industrie farmaceutiche.

Le cose sono peggiorate.

Il 19 giugno, sono diventato vittima dei loro attacchi, proprio come ero stato avvisato. Kuritzky ha iniziato un attacco di spam al mio account e-mail personale e professionale e ai miei telefoni con migliaia di messaggi spam indesiderati e telefonate che offrivano qualunque cosa dalla pornografia omosessuale a vacanze pagate.  Siccome ero preparato sono riuscito a identificare la fonte dell’attacco rilevando che l’indirizzo IP di Kuritzky, usato prima e dopo gli attacchi, coincideva con quello usato per generare l’attacco. Alla fine ho compilato una denuncia al LAPD e continuo a preparare una causa criminale e civile contro entrambi.

La scorsa settimana ho completato e consegnato il mio rapporto alla SSI e ora lo spedirò nella sua interezza come è di seguito riportato. Se volete capire quella che io ora accetto come la più significativa cospirazione criminale che io abbia mai immaginato, prendetevi un caffè e allacciate le cinture.

L’indagine che chiamo L’uovo di Gallo mi ha portato dalla “guerra americana sul cancro” (1971-1981) all’inizio della storia dell’ HIV e AIDS. Va dalle città di Hollywood Ovest e San Francisco ai continenti di Africa, Asia e Australia. Mi ha portato sui gradini del National Institutes of Health, del Los Alamos National Laboratory, e di alcuni fra i più prestigiosi centri di ricerca e università. Coinvolge centinaia di miliardi di dollari di finanziamenti mal indirizzati e alcune delle società farmaceutiche più famose al mondo.

Non ho mai scritto su un argomento più importante. Questa storia ha cambiato la mia vita e, se avete il tempo e la pazienza per capire ciò che ho scritto, potrebbe cambiare anche la vostra.

Se gli Americani, i loro tribunali e la loro legislazione permettono che continui la corruzione della scienza e della medicina da parte dell’industria farmaceutica, temo che l’esperimento della durata di 232 anni, chiamato “Stati Uniti d’America” sarà fallito.

 

L’uovo di Gallo

 

Il 13 maggio 2008, la Semmelweis Society International (SSI) ha assegnato il premio Semmelweis “Mani Pulite” al professor Peter Duesberg e alla giornalista investigativa Celia Farber. I premi non sono stati attribuiti come riconoscimento delle conclusioni scientifiche del prof. Duesberg. In effetti, i membri della SSI hanno opinioni diverse su molti argomenti di scienza, medicina e politica. Essi non sono uniti da un unica ideologia, ma dal loro impegno a sostegno di chi si oppone a politiche che corrompono la scienza, la ricerca e la medicina.

 

Professor Peter Duesberg, PhD

Il prof. Duesberg cominciò la sua premiata carriera nella ricerca sul cancro nel 1963. Finanziato da importanti assegni di ricerca del National Institutes of Health (NIH), il dott. Duesberg isolò il primo gene del cancro nel 1970 e mappò la struttura genetica dei retrovirus, una classe di virus che non uccide le cellule, ma si pensava potesse causare il cancro. Nel 1986 il prof. Duesberg fu eletto membro dell’ente scientifico più rispettato negli USA, la National Academy of Sciences (NAS).

Un anno dopo, il prof. Duesberg descrisse i punti deboli della ipotesi HIV come causa dell’AIDS. Benché per i membri dell’Accademia non si richiedano vagli formali, l’ NAS pubblicò l’articolo del prof. Duesberg (Prof. Duesberg’s paper) dopo sei separate pair reviews: fatto senza precedenti. Dopo 20 anni, il suo paper non ha avuto risposte.

Prima di queste pubblicazioni, il dott. Robert Gallo, il virologo del cancro che nel 1984 sostenne che l’HIV causa l’AIDS, definì Duesberg lo scienziato “che sapeva di più riguardo ai retrovirus di ogni uomo vivente”.

Al momento del suo giudizio positivo su Duesberg, Gallo era a capo del National Cancer Institute (NCI). Benché la sua ricerca sul cancro e la leucemia  fosse carica di punti controversi, godeva ancora di una significativa influenza sulla distribuzione dei finanziamenti alla ricerca del National Institutes of Health (NIH).  Dal momento in cui il dott. Duesberg mise in discussione l’ipotesi di Gallo che l’ HIV (da solo) causasse l’AIDS, tutte le sue proposte di finanziamento di ricerca furono improvvisamente rifiutate. Prima che sollevasse questioni riguardo al ruolo dell’ HIV come causa dell’AIDS, le sue richieste di finanziamento non avevano mai ricevuto risposta negativa.

Quando la reporter Celia Faber riferì a proposito di Duesberg e della controversia concernente l’ HIV (1988), l’NIH le impedì ulteriori contatti con i suoi scienziati e la etichettò come “una minaccia alla salute pubblica”. Nonostante da quel momento fosse sotto attacco costante da parte dell’industria del HIV/AIDS, negli anni la Faber continuò ad esplorare l’argomento nei suoi scritti.

Le ritorsioni contro pubblicazioni e giornalisti che riferiscono su sfide scientifiche all’ipotesi del HIV non sono una novità. Le pubblicazioni gay New York Native e Christopher Street furono chiuse a seguito dei boycottagi di ACT UP.

 

Celia Farber

Quando la Faber pubblicò su Harper’s il suo esposto di 15 pagine sulle pratiche immorali e le morti di pazienti coinvolti nelle prove sperimentali dei medicinali AIDS del 2006, la ritorsione fu immediata.

Invece di rivolgere l’attenzione all’inquietante contenuto o alla inconsistenza della ricerca del dottor Gallo, l’industria farmaceutica sponsorizzò gli attivisti ed i ricercatori sull’AIDS accusando la Faber di aver fatto 56 errori e fece pressione sui media a livello globale perché discreditassero lei, l’articolo e Harper’s, cosa che essi fecero  (NY Times, The Nation, CJR, Poynter, Gay City News, The Advocate, The Body, Act Up).

Il documento fu inviato per posta dalla Treatment Action Campaign (TAC) in Sud Africa, dove non sono obbligati a rendere noti i nomi dei loro maggiori “donatori” internazionali. Successivamente il gruppo, Rethinking AIDS, pubblicò una confutazione del loro attacco alla Faber, che dimostrava che non c’erano errori nell’articolo di Harper’s. I più eminenti critici della Farber si rifiutarono di rispondere.

L’accusa ad Harper’s e alla Faber fu di “negazionismo dell’AIDS” e di attirare attenzione negativa su una medicina salvavita, la Nevirapina, che era appena stata finanziata per essere distribuita a più di una dozzina di nazioni in via di sviluppo. La loro protesta era consistente con le richieste, da loro avanzate  durante gli anni ’80, di aumentare la distribuzione di AZT ad un prezzo inferiore.

Nel momento culminante dell’attacco, anche alcuni membri dello staff di Harper’s ricevettero delle minacce. Gli autori del Manifesto di Attacco richiedevano: delle scuse, la condanna della Faber, la concessione di pagine di Harper’s ad un articolo della stessa lunghezza che vantava i benefici del farmaco e le dimissioni del direttore responsabile. Chiesero persino di portare i loro controllori. Harper’s non cedette a nessuna minaccia, non ammise errori e continua ancor oggi a difendere l’articolo.

Uno dei firmatari del documento di attacco alla Faber era Richard Jefferys del Treatment Action Group (TAG) di New York, uno dei molti gruppi di attivisti per l’AIDS che sono finanziati dall’industria farmaceutica.

Nel maggio del 2008 Jefferys ha condotto la campagna di opposizione sia a membri della Semmelweis Society (SSI) sia della No Fear Coalition over the Farber/Duesberg awards. Nel cercare di far ritirare i premi, Jefferys ha disseminato falsità circa il curriculum professionale giornalistico della Faber ( che è stato esaminato da questo investigatore) e ha trascurato di rivelare che il produttore del farmaco messo in discussione dalla Faber era il terzo maggior donatore del TAG.

Come coordinatore del programma centrale per le donazioni del TAG, il compito di Jefferys era coordinare “la risposta globale di attivisti e scienziati” contro la Faber ed il suo articolo su Harper’s. In breve, Harper’s ha pagato la Faber per investigare, e Boehringer Ingelheim ha pagato Jefferys per ritorcere le accuse.

In conseguenza delle false insinuazioni, la Farber non ricevette un altro incarico giornalistico per più di due anni. Solo una fonte riportò in seguito che un gruppo indipendente di scienziati non ortodossi, dopo una revisione di quattro mesi, aveva trovato l’articolo della Farber privo di errori.

Benché la sua recente teoria sul cancro gli abbia guadagnato nuovo rispetto nei circoli e sui mezzi di comunicazione scientifici (Scientific American 2004, 2007, Discover 2008), il prof. Duesberg rimane tagliato fuori da tutte le sovvenzioni del NIH e fa il pendolare con la Germania per portare avanti il suo lavoro scientifico. Mentre il prof. Duesberg e altri scienziati dubitano ancora che l’ HIV uccida le cellule, le loro domande risultano ancora più inquietanti quando prendiamo in considerazione gli attacchi personali usati da Gallo e da un gruppo di ristretti collaboratori contro coloro che pongono quesiti circa il discutibile lavoro scientifico di Gallo:

Nel 1975, Gallo e Weiss affermarono che avevano isolato un virus della leucemia umana, il virus HL23, ma in seguito fu dimostrato che si trattava dell risultato di una contaminazione di laboratorio da parte di tre retrovirus primati. Nel 1980 Gallo sostenne di aver isolato un virus T-cell umano della leucemia (HTLV), ma non presentò positive evidenze che si trattasse di un virus umano. Nel 1983-4, Gallo e i suoi associati pubblicarono diversi articoli affermando che il virus umano della leucemia, HTLV-1, era l’agente coinvolto nello sviluppo dell’AIDS in Africa. Alla fine questo fu smentito, ma nel frattempo l’attenzione di molti scienziati fu deviata, con la perdita di tempo e risorse che avrebbero potuto essere destinate ad un uso migliore.

Human retroviruses in leukaemia and AIDS (p. 18)
Professor Abraham Karpas
Cambridge University

 

Dopo anni di dubbi di frode e ricerche discutibili, il dott. Gallo lasciò l’NCI per aprire l’Institute of Human Virology a Baltimora. Il prof. Duesberg insegna ancora presso la University of California, Berkeley.

 

Un rapido sunto delle origini della controversia sull’HIV:

1.      Il dott. Duesberg ha identificato e mappato i retrovirus,

2.      Gli esperti sono arrivati alla conclusione che i retrovirus non uccidono le cellule,

3.      Il dott. Gallo definisce Duesberg il più grande esperto di retrovirus,

4.      Il dott. Gallo proclama che l’ HIV (un retrovirus) causa l’AIDS (uccidendo i globuli bianchi nel sangue),

5.      Il dott. Duesberg ricorda a Gallo che i retrovirus non danneggiano le cellule,

6.      Il dott. Gallo non ha mai dimostrato che l’ HIV esiste, attacca le cellule, o causa l’AIDS.

 

Una storia di vendetta scientifica

Dato che il padre del metodo scientifico nacque 1000 anni fa’ in Medio Oriente, le pressioni politiche della sua religione  hanno impedito all’umanità di ottenere pieno  vantaggio dalle promesse della scienza. Ibn al Haytham e il Dr. Ignaz Semmelweis furono entrambi giudicati pazzi non perché avessero torto, ma perché le loro idée minacciavano le forze politiche contemporanee.

Il prof. Duesberg e Ms. Farber non sono soli. L’economista Ben Stein ha riferito di altri le cui indagini scientifiche sono ora minacciate, interrotte o corrotte dalla influenza politica. Questa pressione causa la perdita di finanziamenti o, come nel caso della Faber, inserimento nella lista nera dei media. Negli ospedali, queste pressioni causano la morte di migliaia di pazienti ogni anno. 

Quando il NAS pubblicò l’articolo di Duesberg del 1988, Gallo e compagnia si ritrassero come esordienti davanti ad un fragoroso peto. Anthony Fauci si rifiutò di commentare. Maxine Singer disse che stava ancora leggendo numero precedenti. Dicendo che non aveva “sentito un solo scienziato discuterne per un secondo”, Gallo ammise che ne aveva una copia sulla scrivania, ma non l’aveva letto.

Pur promettendo di rispondere, né Gallo né uno qualunque dei suoi difensori ha mai pubblicato una replica all’articolo di Duesberg (o alle 196 citazioni di suoi colleghi che lo sostenevano) in nessuna pubblicazione recensita.

Invece, i difensori di Gallo crearono lo spettro dei Negazionisti e del Negazionismo dell’AIDS, epiteti destinati a mettere ai margini coloro che dubitavano delle opinioni di Gallo, come se negassero l’esistenza dell’AIDS in se stesso. Dal momento che coloro che sono scettici su Gallo non hanno mai messo in questione l’esistenza dell’AIDS stesso, questa insinuazione è falsa.

Il fatto che malnutrizione, acqua settica, malattia, condizioni ambientali, uso irresponsabile di farmaci e comportamento antidistruttivo possano degradare la capacità di un organismo di proteggersi dalle infezioni e causare morte è innegabile. Quello che si discute sono le affermazioni di Gallo, non sostenute scientificamente, che i retrovirus sono la causa di leucemia, cancro e AIDS.

Quando viene usato da osservatori casuali, l’epiteto di negazionisti/negazionismo sminuisce coloro che sono scettici riguardo a Gallo come avviene con altri termini che definiscono gruppi socialmente inaccettabili. Siccome la maggior parte delle persone temono la stigmatizzazione che deriva da simili associazioni e sono socialmente, politicamente e professionalmente impreparate a difendersi da questo discredito, esse educatamente si dileguano e cambiano argomento, come gli esordienti di Gallo.

 

La tempesta

Mesi dopo la pubblicazione da parte della Faber del suo esposto su Harper’s del 2006, degli attivisti dell’industria dell’AIDS tennero una conferenza nella quale coloro che avevano offeso la “linea di partito” ufficiale HIV/AIDS erano metodicamente e senza tregua attaccati come negazionisti. La Conferenza del 2006 sulla Scienza del HIV ed il Giornalismo Responsabile (2006 HIV Science and Responsible Journalism Conference), della quale era co-moderatore Daniel Kuritzkes , operatore del TAG, chiese ai giornalisti invitati “se era sempre appropriata l’imparzialità, quando l’evidenza era da una parte”.  Questi accademici di successo, apertamente ed in modo non apologetico, spiegarono dettagliatamente come e perché questi attacchi devono essere effettuati. Il dott Kuritzkes, consulente pagato di più di una dozzina di industrie farmaceutiche, ammonì i giornalisti che i negazionisti come Duesberg lavorano ancora presso le università e sostenne che deve essere negato loro il contatto con gli studenti e che devono essere deferiti all’autorità quando possibile. Egli disse al suo pubblico:

“Se accade nella vostra zona, chiedete alle autorità universitarie perché lo permettono e poi scrivete di questo”

Marilyn Chase, reporter del WSJ, avvertì i colleghi di non “esaltare”, senza volerlo, “la posizione dei negazionisti facendoli sembrare semplicemente degli intellettuali su posizioni contrarie, i cui punti di vista debbano essere essere tenuti in considerazione”.

Il dott. Ella DeCann, che era seduta, fra il pubbliso, si lamentò che la “scienza è piena di politiche di laboratorio” e chiese al comitato:

“Vi rendete conto che la ricerca sull’AIDS è in realtà più legata alla tecnologia che alla scienza?

John P. Moore, PhD e membro del comitato, rigettò brevemente la sua affermazione. Benché egli si presenti regolarmente come docente di microbiologia e immunologia presso la Cornell University, Moore cita raramente il finanziamento annuale di 400 milioni di dollari che la Cornell riceve per la ricerca dai contribuenti e da produttori di farmaci per l’HIV, fra i quali Merck, Bristol-Myers Squibb, Trimeris, or GlaxoSmithKline. La sola Bristol Myers Squibb assegna al sostegno della ricerca più di 100 milioni di dollari. Con miliardi di dollari per assegni di ricerca in palio, è comprensibile perché il dott. Moore e le più prestigiose università americane siano riluttanti ad offendere le società farmaceutiche che tengono aperti i loro laboratori. Invece di presentare la prova promessa da Gallo che l’ HIV esiste, uccide le cellule e causa l’AIDS, il dott. Moore attacca con la retorica. Alcuni esempi:

·         L’ H.I.V. causa l’AIDS. Questa non è una affermazione controversa, ma un fatto stabilito basato su più di 20 anni di solida scienza. E’ certo come la discendenza dell’uomo dalla scimmia e il fatto che gli oggetti lasciati cadere finiscono per terra.

·         Negare che l’ HIV causa l’AIDS è una farsa di fronte all’evidenza scientifica.

·         Benché la scienza non sia una torre d’avorio che non deve mai essere messa in discussione, il dato fondamentale che l’HIV sia causa dell’AIDS è così certo che sfidarlo significa danneggiare la gente.

·         Il negazionismo dell’AIDS uccide.

·         Non ci impegneremo in nessun dibattito, pubblico o privato, con i negazionisti dell’ AIDS né risponderemo a quesiti di giornalisti che apertamente sostengono la causa dei negazionisti dell’AIDS:

·         Questo dibattito è chiuso. Non è compito nostro illuminare i negazionisti riguardo alla loro incapacità di capire le informazioni disponibili.

Alcuni mesi dopo il dott. Moore scrisse questa e-mail ad un altro scettico nei confronti di Gallo:

Da: John P. Moore, PhD                         jpm2003@med.cornell.edu>
A: Michael Geiger

Inviato il: sabato 27 gennaio 2007                       10:24
Oggetto: Re:
Vergognati!

Grazie Geiger! Ciò che ci hai inviato contiene utili informazioni che possiamo usare contro la gente come te! E lo faremo!

“Dan” ha proprio ragione quando dice:

Se sono in grado di giustificare le loro azioni, è probabilmente perché la vedono semplicemente come una GUERRA. Guerra contro i “negazionisti”. Niente di più

Quando si è in guerra non ci sono regole.

Questa è guerra, non ci sono regole e noi vi annienteremo, uno alla volta, completamente (almeno quelli più influenti; per  i soldati semplici come te non vale la pena di scomodarsi)

John (grassetto di Baker)

Pur minacciando spavaldamente di annientare quelli che mettono in discussione il ruolo dell’ HIV nell’AIDS, Moore evita tutti gli inviti ad impegnarsi in un pubblico dibattito sull’ipotesi dell’ HIV per l’AIDS:

Dal momento che l’AIDS in America è per lo più limitato ai gruppi di rischio iniziali (omosessuali maschi e drogati), la maggior parte degli americani sono troppo indaffarati per preoccuparsi dell’argomento o della tempesta politica e delle ritorsioni che continuano a mettere in sordina questo dibattito internazionale sconosciuto ai più. La maggior parte degli americani non se ne sentono toccati, ma la condiscendenza generale ha permesso cambiamenti fondamentali nella direzione e nel progresso della ricerca medica ad alta priorità. La redistribuzione di centinaia di miliardi di dollari per la ricerca basata sulle affermazioni ancora non comprovate del dott. Gallo continua a danno di milioni di Americani e altre genti nel mondo.

Dopo che la Semmelweis Society International (SSI) ha attribuito i premi a Duesberg e alla Farber lo scorso maggio, le forze della rappresaglia che hanno tagliato i finanziamenti alla premiata ricerca sul cancro del prof. Duesberg e hanno attaccato il lavoro della Farber, sono stati immediatamente messi in campo contro la SSI e i suoi membri (compreso questo investigatore). Se non fosse per il coraggio dei membri della SSI ed il sostegno di centinaia di premiati scienziati e ricercatori, la SSI ed i premi sarebbero svaniti nel nulla. Per far parte della SSI, la scienza e la medicina devono ripudiare ogni forma di influenza politica, senza riguardo per i rischi politici coinvolti.

 

Nello spirito della libertà e della scienza, l’SSI ha commissionato questa relazione per rispondere a domande e polemiche sui quesiti del prof. Duesberg sull’ipotesi del dott. Gallo del 1984, rimasti senza risposta. Essendo io un  investigatore indipendente che non poteva essere influenzato dalle minacce o dagli attacchi fatti a vulnerabili membri dell’SSI e ad altri; e non avendo io mai sentito parlare di Duesberg, Gallo, Farber, o del negazionismo dell’AIDS prima del maggio 2008, l’SSI riteneva che avessi l’esperienza investigativa imparziale e comprovata, necessaria ad esaminare la controversia da entrambi i punti di vista. Per i miei sforzi, non ho ricevuto alcun compenso.

 

Una delle lettere di attacco all’SSI più adatte alla pubblicazione fu inviata da un ex studente di medicina di Emory, Kevin D. Kuritzky, il quale scrisse.

Comprendo che la Semmelweis ha attribuito un premio al dott. Duesberg, apparentemente per conto del gruppo. Il dott. Duesberg è indiscutibilmente una figura controversa. Tuttavia io ho una esperienza personale del materiale da lui prodotto e delle sue teorie. Ho letto i suoi lavori e li  ho studiati  e, francamente, sono disgustato. Sono disgustato perché… sono nato in una nazione, il Sud Africa, che è devastata dall’ HIV/AIDS. Il dott. Duesberg è stato usato come garanzia del governo per impedire la fornitura di farmaci antiretrovirali a coloro che ne avevano bisogno.

Il dott.  Duesberg non ha fornito scienza con le sue teorie e, come virologo, ha consentito a se stesso di diventare complice dell’assassinio di decine di milioni di individui, per dirla in breve per vendere la propria notorietà.

La risposta dell’investigatore:

Il Sud Africa non è “devastato dall’ HIV/AIDS”. Nel 2001, il governo sudafricano ha riferito di 9.479 morti dovute alla malattie dell’ HIV su una popolazione di 44.8 milioni. Questo rappresentava solo il 3.16% dei decessi nel paese e solo lo 0,02%  (two-one hundredths of one percent ) della popolazione totale del Sud Africa.

Il riferimento di Kuritzky ai farmaci antiretrovirali implica anche un uso Orwelliano della lingua. Il farmaco primario e l’ AZT, che fu definito una chemioterapia altamente tossica (highly toxic cancer chemotherapy) negli anni ‘60. E’ difficile immaginare perché qualcuno in America o in Sud Africa vorrebbe consegnare chemioterapie tossiche a madri in attesa e ad abitanti dei villaggi che già soffrono di povertà, malnutrizione e acqua settica.

In uno studio del 2008 (this 2008 study) 320 pazienti della Tanzania furono sottoposti a “terapia antiretrovirale” (ART) fra l’ottobre del 2003 and il novembre del 2006. la maggior parte (223) erano donne, alcune di soli 15 anni.La maggioranza erano fra i 25 ed i 34 anni. La maggior parte erano gravemente malnutrite, avevano la  trombocitopenia e vari gradi di anemia.

  In tutto, 95 pazienti morirono entro 11 mesi, 59 entro 3 mesi dall’inizio del regime farmacologico.

 La mortalità di un anno fu stimata del 46.8% fra coloro che erano gravemente malnutriti. Altri studi confermarono che la malnutrizione grave è direttamente correlata alla mortalità di pazienti africani HIV+ “anche dopo l’introduzione di terapie antiretrovirali molto attive..”.

  Uno degli autori spiegò che la debolezza dello studio è che la mortalità potrebbe essere stata sottostimata perché non si riuscì a seguirne molti che potrebbero essere morti a casa. (probably died at home).

Inoltre, il principale studio pubblicato sugli effetti collaterali dei “farmaci antiretrovirali” è allarmante.

Ronald B Reisler M.D., M.P.H. fecero per cinque anni (1996-2001) una rassegna (five-year review) di circa 3000 pazienti HIV/AIDS che prendevano i cocktails antiretrovirali.

Egli trovò che:

·         332 pazienti soffrirono comunque di qualche evento di “AIDS” event, cioè di qualche pretesa manifestazione della malattia latente;

·         675 pazienti soffrirono di un evento di “quarto grado”, cioè di una malattia con rischio di vita attribuita al farmaco e non al virus. I più comuni effetti collaterali furono:

1.      Danno al fegato

2.      Neutropenia (perdita di globuli bianchi nel sangue)

3.      Anemia (perdita di globuli rossi nel sangue)

4.      Problemi cardiovascolari, compresi attacchi di cuore

5.      Pancreatite

6.      Disturbi psichiatrici

7.      Problemi renali

8.      Trombocitopenia

9.      Emorragia

In conclusione, un numero doppio di pazienti si ammalò a causa dei farmaci, rispetto al numero che si ammalò per l’AIDS stesso –il che è esattamente quello che, alla fine degli anni ’80, il dott. Duesberg prevedeva si sarebbe verificato..

Grade 4 Events Are as Important as AIDS Events in the Era of HAART
Reisler, JAIDS, 34(4):379-386, Dec. 1, 2003

 

Kevin Kuritzky:

Al dott. Duesberg manca il coraggio di sostenere le sue affermazioni.

La risposta dell’investigatore:

Per sostenere le sue affermazioni, il dott. Duesberg ha pubblicato numerosi articoli nella letteratura sottoposta a peer review, con gran detrimento per la sua carriera.

Una ricerca Google-Scholar elenca oltre 200 suoi articoli sottoposti a peer review (200 of his peer-reviewed papers). Dall’altra parte, le affermazioni del signor Kuritzky sono state inviate a dozzine di siti di attivisti sovvenzionati dalle aziende farmaceutiche, compreso AIDS Truth, che è stato creato in diretta risposta alla minaccia di conseguenze dell’articolo della Faber su  Harper’s nel 2006.  Anche se tecnicamente è non-profit, la “AIDS Truth” è gestita da “team members” direttamente o indirettamente finanziati dall’industria farmaceutica.

 

Kevin Kuritzky:

Quando ero al college, il dott. Duesberg tenne una lezione. Non fu professionale e gli fu offerta l’occasione di dimostrare la sua teoria. Gli mancò il coraggio di dimostrare il suo impegno nella pseudo-scienza che predica e si tirò indietro come un codardo. Se crede veramente alle tesi che sposa, dovrebbe avere il fegato di iniettarsi l’ HIV per provare il suo punto che i  “rapporti occasionali”,  ecc. sono i veri responsabili dell’ AIDS.

Ma, diversamente dal dott. Jaworski che sostenne ciò che credeva riguardo all’ulcera peptica, il dott. Duesberg fu un codardo. Quando entrai nella ricerca sull’ HIV come laureando, dissi personalmente al dott. Duesberg che questa mancanza di desiderio di provare la sua teoria fa dubitare che ci creda veramente e spinge a chiedersi se la sua carriera non sia basata solo su desiderio di notorietà.

La risposta dell’investigatore:

Dato che il tono dell’ ex studente di medicina è diventato sempre più ostile, questo investigatore ha notato dei punti di contatto fra i suoi attacchi e quelli regolarmente ripetuti da rappresentanti del TAG, come John P. Moore PhD, Daniel Kuritzkes MD, e Richard Jefferys.

Dopo un breve esame, questo investigatore ha scoperto che Kuritzky fu espulso dalla Emory Medical School dopo numerose accuse di disonestà e di condotta non professionale e non etica. Senza tener conto del suo passato (e del suo essere in linea con la gran varietà di attacchi del TAG), Kuritzky non presenta prove; e dato che la Emory Medical School si trova a tre fusi orari dalla Università di Berkeley, il suo aneddoto lascia qualche dubbio.

Riguardo all’accusa di codardia: il prof. Duesberg si è offerto varie volte (example) di iniettarsi l’ HIV se: 1) I suoi detrattori fossero disposti a presentare solo gli esatti termini del successo o insuccesso e  2) l’esperimento potesse essere scientificamente conclusivo.

Nel 1984, il “periodo di latenza (dall’infezione alla malattia) dell’ HIV” teorizzato per l’HIV/AIDS si diceva variasse da sei mesi ad un anno. Oggi, si accetta che esistano varie categorie di “non-progressori a lungo termine” (LTNP) o “élite controllers”, che possono allungare la fase di latenza a decenni prima che l’ AIDS sia conclamato, sempre che si arrivi a questo. In alcuni casi il periodo di latenza ha raggiunto i 30 anni o più ( 30 years or more (2007), anche se le industrie farmaceutiche attribuiscono questo dato ai nuovi medicinali antiretrovirali. Questo significa che se il prof. Duesberg si iniettasse il “retrovirus dell’ HIV” oggi, potrebbe morire dopo aver raggiunto i 104 anni.

Dopo vent’anni, il dott. Gallo ed suoi sostenitori, come il dott. Moore, continuano a rifiutarsi di fornire la promessa confutazione del dott. Gallo all’articolo di Duesberg (Prof. Duesberg’s PNAS paper). Al contrario hanno dichiarato:

 

Non ci impegneremo in nessun dibattito, pubblico o privato, con i negazionisti dell’AIDS né risponderemo a quesiti di giornalisti che sostengano apertamente la causa negazionista.

 

Secondo l’esperienza di questo investigatore, nessun’altra scienza si difende con epiteti e rifiuti ad aprirsi. Dopo aver pubblicato milioni di pagine di ricerca, basate sull’ipotesi del dott. Gallo, perché il dott. Moore si rifiuta di presentare la prova originale di Gallo, se non perché non esiste? 

 

Kevin Kuritzky:

Il dott. Duesberg ha indirettamente ucciso molti esseri umani tramite la sua complicità nei limiti imposti in Sud Africa alle terapie antiretrovirali per le gestanti. E’ dimostrato dalla scienza che la trasmissione verticale qui si riduce molto. Non sono certo che la Semmelweissia sia consapevole che, alla fine, il dott.Duesberg è stato in poche parole, cacciato dal paese (Sud Africa) come assassino e, personalmente, non sono in disaccordo con questo dal momento che ho familiarità con il comportamento di Duesberg in Sud Africa.

La risposta dell’investigatore:

Questo è uno dei libelli anti-scientifici più comuni e manipolativi usati per impedire a Duesberg di perseguire la sua contro-teoria in modo scientifico.

Come il dott. Moore, Kuritzky non offre testimonianze, riferimenti o prove di queste insinuazioni, e nessuna ricerca, anche se ben circostanziata, rivela spunti per confermare le sue affermazioni.

Il prof. Duesberg non fu “alla fine cacciato dal paese (Sud Africa) come assassino”: visitò il Sud Africa nel  2000, quando il Presidente Thabo Mbeki lo convocò per una tavola rotonda fra scienziati AIDS e punti di vista opposti.

In occasione di uno degli attacchi avversi, ostili e minacciosi fatti dai difensori di Gallo, il 3 aprile 2000, l’ex presidente sudafricano Thabo Mbeki si rivolse al presidente Clinton ed al segretario dell’ONU Kofi Annan e:

… difese appassionatamente Duesberg e gli altri dissidenti e suggerì che fattori diversi dall’ HIV potrebbero essere la causa dell’AIDS in Africa. Egli chiese una soluzione unicamente africana al problema, dato che l’AIDS sembrava colpire gli Africani in modo diverso rispetto a coloro che vivono nei paesi sviluppati. Difese anche il suo diritto di consultare gli scienziati dissidenti e accusò critici stranieri anonimi di condurre una “campagna di intimidazione intellettuale e terrorismo” affine “alla tirannia dell’apartheid razzista che abbiamo combattuto”.

In un periodo precedente della storia umana, Mbeki scrisse, Duesberg ed i suoi seguaci “sarebbero stati gli eretici da bruciare sul rogo. Potrebbe non essere lontano il giorno in cui, ancora una volta, si vedranno libri bruciati ed i loro autori immolati sul fuoco da coloro che credono di avere il dovere di condurre una santa crociata contro gli infedeli.” La lettera, della quale sono state consegnate copie a Clinton e Annan, concludeva: “Sarebbe un tradimento criminale della nostra responsabilità verso il nostro popolo imitare approcci stranieri nel trattamento dell’HIV/AIDS.”

Come già detto in precedenza, prescrivere una chemioterapia tossica per il cancro ad una donna incinta è pericoloso sia per la madre sia per il bambino:

 “Nel riesaminare la frequenza dei difetti di nascita in questa popolazione  [di donne HIV+ che prendevano l’AZT durante la gravidanza] abbiamo notato otto difetti di nascita  (10%) su  80 bambini nati vivi [e  8 aborti spontanei, per un totale del 17% di gravidanze anormali]”

Uso della Zidovudine in gravidanza:

Rapporto su 104 casi e la frequenza di difetti di nascita.

 Kumar et al, 1994 Oct 7(10):1034-9

 

Altri quesiti

La questione HIV/AIDS risulta formata da due componenti:

1.            L’opinione originale del dott. Gallo;

2.            Milioni di pagine di ricerca che si basano sull’opinione originale del dott. Gallo e sono usate per sostenerla.

Se da una parte nessun comune investigatore può argomentare in modo competente su milioni di pagine di ricerca sull’HIV/AIDS, è ugualmente insincero da parte di qualunque scienziato argomentare una qualunque ricerca basata sulla teoria di Gallo senza la prova che l’HIV   a) esista realmente,  b) uccida i globuli rossi e  c) causi AIDS. Il consenso, basato su un sentito dire non comprovato, non è una prova.

Allo stesso tempo, c’è un certo numero di rapporti sottoposti a peer review e facilmente comprensibili che sono in conflitto con la teoria di Gallo. Per esempio, gli scimpanzé condividono il  99% del DNA umano. Dal momento che non è etico testare gli umani con patogeni potenzialmente pericolosi, essi servono come “gold standard” per gli esperimenti scientifici. A metà degli anni ’80, ricercatori dell’AIDS hanno infettato numerosi esemplari con l’HIV per indurre l’AIDS. Nessun scimpanzé ha mai sviluppato l’AIDS.

“E’ vero che l’HIV non causa l’AIDS negli scimpanzé.”                                                  

Blattner, Gallo, Temin, Science, Vol. 241, 514-517, (1988)

 

Si dice che l’HIV si diffonde tramite il sesso. Tuttavia, il maggior studio epidemiologico sulla trasmissione sessuale dell’HIV fu condotto a San Francisco dal 1987 al 1997. I ricercatori tennero sotto osservazione 175 coppie eterosessuali discordanti (1 partner HIV+, 1 partner HIV-), sessualmente attive, per oltre sei anni. Nessuna delle persone studiate contrasse l’HIV.

 “Non abbiamo osservato nessuna trasmissione del virus dopo il loro ingresso nello studio.”

(Padian, page 354.)

Trasmissione eterosessuale dell’HIV nella California del Nord: risultati di uno studio decennale.  American Journal of Epidemiology, Vol 146: 350 - 357. (1997)

 

Il test per l’HIV

Il problema del test per l’HIV è che non c’è un gold standard virale (no viral gold standard). L’accuratezza del test non è misurata a confronto di un HIV isolato (purificato), ma confrontata con misure indirette o pazienti con sintomi clinici dell’AIDS. Questi test generalmente individuano anticorpi di molti differenti virus e reperti cellulari  e sono ipersensibili. Il premio da $50,000  offerto in cambio della validazione scientifica dei test per l’HIV non è ancora stato rivendicato.

Usando una analogia con “guardie e ladri”, il test del dott. Gallo si basa sulla presenza di poliziotti per indicare la presenza di ladri. Mentre è vero che i poliziotti sono presenti per le rapine in banca, è anche vero che compaiono in negozi di ciambelle, stazioni di polizia, agenzie di raccolta fondi, eventi sportivi, e accademie di formazione. La presenza di poliziotti non prova necessariamente la presenza di ladri.

Il fenomeno dell’auto-immunità  è caratterizzato da una risposta immunitaria ai propri tessuti e cellule. Così mentre la presenza di anticorpi (le guardie) potrebbe indicare che, in un dato momento, qualcuno potrebbe essere stato in contatto con il virus dell’ HIV o qualche particella relativa (i ladri), non c’è nessun mezzo per accertare il significato di questo fatto.

La produzione di anticorpi non significa che l’antigene sia necessariamente nocivo.

Per esempio, la più comune forma di ipotiroidismo è causata da anticorpi anti-tiroidei. Questo non significa che il tessuto tiroideo è un patogeno pericoloso. Gli anticorpi contro virtualmente tutti gli organi endocrini, comprese le ovaie, sono stati identificati e (finora) nessuno ha richiesto l’esecuzione in massa di tiroidectomie e ovarectomie. Questo sarebbe complicato, dato che molti pazienti con anticorpi anti-tiroidei e anti-ovarici  non soffrono di un danno significativo all’organo obiettivo. In questa analogia con “guardie e ladri”, le guardie (gli antivirus) sono talora chiamate in causa da coloro che hanno confuso il rumore prodotto da un gatto randagio con una intrusione in casa per rapina.

Considerate l’analogia con il metal detector: per evitare che i terroristi salgano a bordo degli aerei (o l’HIV nel nostro sangue), la sensibilità dei test è tarata in modo tale che l’apparecchio ortodontico di Jimmy o la protesi al titanio dell’anca della nonna attivano l’allarme. Una volta che quegli allarmi suonano, il test li classifica come sospetti terroristi.

 

Kevin Kuritzky:

Il fatto che qualunque patologo occidentale, particolarmente un Ob-Gyn (membro dell’SSI) possa difendere Peter Duesberg è al di là della mia comprensione. Penso che qualunque Ob-Gyn che non somministri anti-retrovirali a una donna incinta non solo dovrebbe essere sottoposto al giudizio dei colleghi, ma dovrebbe essere messo in prigione. Tuttavia il dott.  Duesberg ha  esposto questa ideologia nauseante.

La risposta dell’investigatore:

Ricordate che la SSI ha scelto di rispondere alla lettera di Kuritzky perché presentava l’attacco più comune e coerente contro il prof. Duesberg. Alla luce della succitata evidenza del suo comportamento criminale, è stato difficile per questo investigatore prendere sul serio i suoi miti prodotti dalla TAG.

Kuritzky dimostra anche che l’isteria che fece incarcerare il primo scienziato della storia ed il dott.Dr. Semmelweis esiste ancor oggi. Quando la scienza diventa una isterica diatriba politica e attacchi criminali, la scienza ed il progresso umano cessano di esistere.

Nonostante ciò, questa relazione appare per riflettere sul fatto che questi sono gli argomenti più forti del signor Kuritzky (e del TAG). In effetti questi sembrano anche essere i medesimi argomenti usati per costringere gli scienziati e i medici a politicizzare la vera scienza.

 

Il panico & la politica

Nella tarda primavera del 1981, il National Cancer Institute (NCI) and il National Institutes of Health (NIH)  stavano subendo crescente pressione da parte del Congresso affinché facessero piazza pulita dello spreco e della corruzione che avevano caratterizzato la loro decennale Guerra del Cancro.

Allo stesso tempo, l’epidemiologo del CDC, Dr. Wayne Shandera riferiva che 5 uomini omosessuali tra i venti ed i trentanni erano colpiti da una polmonite che ordinariamente colpiva pazienti affetti da cancro o trapiantati. Shandera disse, “la miglior cosa che possiamo dire è che in qualche modo la polmonite sembra essere in relazione al loro stile di vita gay”

La relazione affermava che cinque pazienti soffrivano di infezioni dovute ad un virus “che causa sintomi del tipo della mononucleosi” e  “si dimostra capace di sopprimere il sistema di difesa immunitaria in modo simile ai farmaci anti-cancro.”

Gli investigatori ipotizzarono che il virus (CMV) stesse “sopprimendo il sistema immunitario di certi individui ad un grado sufficiente a renderli vulnerabili al  P. carenii  già presente nei polmoni della maggior parte delle persone.”

“Si sta effettuando uno studio intensivo per capire quale fattore comune si possa trovare nello stile di vita dei maschi omosessuali. Un’ipotesi è che le sostanze inalanti comunemente usate dalla comunità gay per aumentare la sensibilità sessuale potrebbero essere in qualche modo coinvolte.”

 

Quando la storia uscì sui media, alcuni membri del clero e alcuni ideologi poco sensibili avanzarono l’ipotesi che l’AIDS fosse “una punizione per gli omosessuali che violavano la Legge Divina.” Gli omosessuali ed i loro difensori furono comprensibilmente feriti da queste osservazioni. Sfortunatamente per la scienza, questo immediatamente polarizzò e politicizzò il dibattito. Mentre l’estrema destra cercò di stigmatizzare l’AIDS come la “malattia dei gay”, che non era degna di attenzione, la sinistra esagerò il rischio che l’AIDS rappresentava per l’intera popolazione e richiese finanziamenti continui.

I politici erano comprensibilmente riluttanti a spostare miliardi di dollari di finanziamento per la ricerca da malattie che causavano più morti, come le malattie cardiache (#1) e il cancro (#2), ad una patologia meno conosciuta che sembrava colpire solo  un segmento minoritario della popolazione.

Quando la Gay and Lesbian Alliance Against Defamation (GLAAD) protestò contro la scettica copertina del New York Post, che dimostrava fobia verso gli omosessuali e l’AIDS, i media statunitensi fecero fuori tutte le storie che suggerivano che una risposta prudente del governo fosse appropriata.  Senza il sostegno dei media, politici, funzionari governativi e produttori di medicinali cominciarono a preoccuparsi del rischio di essere etichettati come omofobi. Questo sembra coincidere col periodo in cui la scienza americana fu corrotta dal dibattito politico.

Il risultato fu devastante per i più vulnerabili. Tossine velenose divennero improvvisamente disponibili dato che la FDA si affrettò a dare l’approvazione ai nuovi farmaci per l’AIDS in solo sei settimane. Durante la  sperimentazione dell’AZT, Burroughs-Wellcome usò i propri ricercatori per testare e distribuire l’ AZT con poco più di un cenno di cappello dalla  FDA:

“Intorno alla metà del 1985, c’erano oltre 10.000 pazienti di AIDS che aspettavano ansiosamente un farmaco. Questo bisogno estremo di un farmaco velocizzò tremendamente il passaggio dalla provetta al paziente. Dopo aver schedato sei patenti per la preparazione e l’uso dell’ AZT, e aver fatto di corsa i necessari test su animali, in società con la NCI, la Burroughs-Wellcome sottopose alla FDA una domanda di autorizzazione per un nuovo farmaco in fase di sperimentazione (Investigational New Drug- IND). Con un miracolo di burocrazia, la FDA approvò le prime prove dell’AZT in soli sette giorni”

Wastila, L.J., Lasagna, L.
The history of zidovudine (AZT).
Journal of Clinical Research and Pharmaco-Epidemiology, 4: 25-37 (1990)

 

Quando si diffuse la voce che le sperimentazione dell’AZT di Burroughs-Wellcome richiedevano l’uso di placebo per metà dei 282 pazienti HIV/AIDS, i media alimentarono parecchie altre controversie:

“Alcuni critici ritenevano che l’AZT fosse troppo tossico per pazienti indeboliti dall’AIDS e altri accusavano Burroughs Wellcome e la  FDA di intralciare l’efficacia del farmaco. Molti critici pensavano che l’uso del placebo non fosse etico e chiedevano che tutti i pazienti avessero accesso alla medicina.  I portavoce di Burroughs Wellcome difesero con forza la sperimentazione, ma la società riconobbe l’alta posta in gioco e, in collaborazione con l’NCI e il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), fondarono il  Data and Safety Monitoring Board (DSMB) formato da vari esperti di AIDS, distaccandoli dalla sperimentazione.”

“Nel settembre del 1986, a soli 7 mesi dall’inizio della sperimentazione, l’ente suddetto concluse che c’era una mortalità significativamente inferiore fra i pazienti scelti a caso per la somministrazione dell’ AZT rispetto a quelli che ricevevano il placebo.

Era morto solo uno dei 145 pazienti che prendevano l’AZT, a paragone dei 16 decessi avvenuti nell’altro gruppo di 137 pazienti. La sperimentazione fu interrotta e i pazienti ai quali era somministrato il placebo ebbero la possibilità di assumere l’AZT… A marzo del 1987, 4500 pazienti affetti da AIDS, ovvero un terzo di tutti gli americani viventi affetti da AIDS, aveva ricevuto  distribuzioni gratuite di Retrovir (AZT) dalla società

In meno di tre anni, l’AZT era passato dagli scaffali oscuri della Burroughs Wellcome alle farmacie di tutto il paese, dando ai pazienti un po’ di speranza quando non ce n’era nessuna…

T.E. Haigler
Ex presidente della Burroughs Wellcome
(parlando delle ricerca sull’AZT effettuata dalla società)

 

L’ex direttore dell’NCI, il dott. Samuel Broder descrisse quel percorso triennale come qualcosa che si muoveva “alla velocità della luce”. L’ AZT andò in vendita al dettaglio a  188 dollari la bottiglia, o approssimativamente da 7.000 a 10.000 dollari l’anno per paziente. A paragone degli odierni standard dell’FDA, tre anni sono un ritmo raggelante.

Centinaia di milioni di dollari furono successivamente trasferiti dalla ricerca sul cancro e sulle malattie cardiovascolari e, mentre si diffondevano spreco e abusi incontrollati, scienziati, medici e università davano un taglio ai rapporti, prendevano scorciatoie negli studi di revisione e attaccavano coloro che mettevano in discussione le loro discutibili metodologie.

Si produssero milioni di pagine e articoli di ricerca che citavano, complimentavano e supportavano altri lavori scientifici che avevano tutti come assunto che la teoria del dott. Gallo sull’ HIV fosse una “conclusione scientifica assodata”.

Omosessuali e drogati, che erano terrorizzati dalla paura e dalla campagna di propaganda sull’AIDS e stigmatizzati da test HIV inaffidabili, si accalcavano in massa alle cliniche AIDS per avere rapide prescrizioni di dosi letali di AZT. Il periodo di maggior mortalità attribuita all’ HIV si ebbe esattamente negli stessi anni (1987-1995) di mono-terapia con AZT.

In coincidenza con la sostituzione dell’AZT con medicinali meno tossici, la mortalità scese ai livelli attuali. Il collasso del fegato rimane la principale causa di morte fra i pazienti HIV+ che usano l’attuale generazioni di medicinali anti-HIV della scatola nera. Il collasso del fegato è causato dalla tossicità del farmaco e non è considerato fra le patologie che definiscono l’AIDS.

Quando il tredicenne  Ryan White fu diagnosticato HIV+ nel 1984, la sua malattia alimentò ulteriormente l’isteria. Nel 1987, Oprah Winfrey citò  “previsioni scientifiche” che il 20% degli uomini eterosessuali sarebbero morti di AIDS entro il 1990:

“Intorno al 1996, da tre a cinque milioni di Americani saranno HIV positivi e un milione sarà morto per AIDS.”

NIAID Director Dr. Anthony Fauci, NY Times, 14 Jan 1986

“Intorno al 1991, l’HIV avrà infettato da  5 a 10 milioni di Americani.”

Newsweek, 10 Nov 1986

“Intorno al 1991, 1 neonato su 10 potrebbe essere vittima dall’AIDS.”

USA Today headline, 20 Jul 1988

“Senza un massiccio intervento federale sull’AIDS, potrebbe non rimanere nessuno.”

HHS Secretary Donna Shalala, 1993
Washington Times, 8 Jun 1999

 

Una volta che il massiccio potenziale di fuoco del governo fu indirizzato a combattere la “Guerra dell’AIDS”, i punti di vista scientifici, basati sui fatti, che si opponevano furono soverchiati o altrimenti soppressi.

Dal momento che pochi bianchi eterosessuali della classe media erano contagiati da AIDS o conoscevano qualcuno che lo fosse, molti Americani finirono per ignorare passivamente la campagna.

 

Cause

All’interno della comunità scientifica, la questione HIV/AIDS potrebbe essere stata il sintomo di un malattia più ampia.

Durante gli anni ‘ 80, l’opinione pubblica cominciò a sottovalutare e sottostimare il lavoro di un accademico indipendente come il prof. Duesberg.

Le sovvenzioni dell’NIH divennero scarse, i fondi si prosciugarono e le tasse scolastiche coprivano puramente le attività di insegnamento.  Di conseguenza gli stipendi e lo status sociale dei membri delle facoltà accademiche cominciò a declinare e molti individui di talento fuggirono dalle università.

A causa di questa selezione negativa, la maggioranza che rimase nell’accademia diventò molto diversa dai classici giganti scientifici come Robert Koch. Anche se questo non significò che tutti gli accademici persero la loro etica professionale, in quell’ambiente era facile diventare disillusi e cinici.Alcuni membri di facoltà arrivarono alla disperazione nella loro ricerca di qualche forma di introito regolare che compensasse i molti anni di istruzione e formazione. L’industria farmaceutica fu molto felice di aiutare – ad un prezzo.

Questa situazione è descritta nel libro, The Truth About the Drug Companies, dell’ex direttore responsabile del New England Journal of Medicine (NEJM) , Marcia Angell.

Quando ,in un precedente editoriale dell’ NEJM, la dott. Angell chiese se la medicina accademica fosse in vendita, “Is Academic Medicine for Sale?”, un lettore rispose : “No, l’attuale proprietario (l’Industria farmaceutica) ne è molto soddisfatto!”.

I farmaci anti-retrovirali sono tutti in categorie di rischio noto o non noto per lo sviluppo fetale. Nell’età post-talidomide, la FDA raccomanda fortemente di non somministrarle durante la gestazione.  Nessuna è “sicura” per la madre o il feto. (un esempio)

Anche Celia Farber documentò la morte terrificante dovuta a cedimento degli organi di Joyce Ann Hafford, una madre in stato interessante che era stata trattata con medicinali anti-AIDS (nevirapina e combivir, fatti con AZT) mentre aspettava il secondo figlio.

Nel Marzo del 1996, la FDA autorizzò la vendita e la distribuzione del crixivan, sei mesi dopo che la Merck aveva richiesto l’ approvazione della FDA. A paragone dei dieci anni che sono stati necessari per completare 110 test clinici prima di approvare lo Splenda e la verifica  “a velocità moderata” di tre anni per l’AZT, è difficile immaginare come la FDA potrebbe approvare con sicurezza una qualunque cosa in 42 giorni.

Benché sia noto per essere “ben tollerato” e per produrre miglioramenti sostanziali nel “conteggio delle cellule CD4 e nel carico virale”, secondo il rapporto sul crixivan  “la rilevanza dei cambiamenti nel carico virale non era stata stabilita”; né aveva mostrato effetti sullo sviluppo dell’infezione, sulla sopravvivenza o come cura per l’AIDS.

Alla luce dei margini di profitto relativi a farmaci come il crixivan e delle morti catastrofiche in relazione a tossine come la nevirapine, è difficile ignorare i profitti potenziali generati da persone in preda al panico che apprendono di essere risultate HIV+.

La prescrizioni per l’AIDS sono costose. About.com riferisce che le farmacie fanno pagare 570 dollari al mese per le capsule di crixivan:

$570/mese x 12mesi = $6,840/anno

Quando si moltiplica questa cifra per la popolazione di un milione di pazienti HIV+ stimata negli Stati Uniti, l’incasso potenziale per il solo crixivan può essere considerevole:

$6,840,000,000.00 (miliardi) all’ANNO.

I farmaci aptivus ($1117/mese) e fuzeon ($2315/mese) costano molto di più. Nel momento in cui scrivo questo, le azioni Merck si vendono a $35/per azione. (più informazioni qui)

E’ inquietante anche l’esportazione ed il consumo di queste tossine, che notoriamente non sono testate, da parte di abitanti principalmente della campagna e di poveri villaggi di paesi stranieri.

La scienza dell’HIV/AIDS sembra avere nel mirino le minoranze. Le campagne di test per l’HIV sono fortemente focalizzate sulla comunità afro-americana, il che fu la sfortuna di Joyce Ann Hafford.

Gli Abbott Laboratories hanno recentemente donato 60 milioni di dollari nello loro programma quinquennale per spingere i neri americani a sottoporsi al test per l’HIV. Secondo i laboratori Abbott, la loro campagna ”I Stand with Magic”  “ha l’obiettivo di dimezzare il tasso di nuovi contagi fra i neri americani .”

Nonostante l’ipotesi non comprovata HIV/AIDS del dott. Gallo, la leggenda del basket Earvin “Magic” Johnson usa “la sua fama per aumentare la pubblica consapevolezza del virus che causa l’AIDS.”  Il regista Spike Lee, che diresse le pubblicità per pubblico servizio, disse, “Noi afro-americani possiamo essere omofobi. C’è tutta una rieducazione  che deve essere iniziata.”

Secondo il medesimo articolo del LA Times:

…I capi dell’Associazione Nazionale per il Progresso della gente di Colore…si fecero fare i test per l’HIV in pubblico e misero a disposizione i test alla loro convention annuale. Quello stesso anno, 16 fra le organizzazioni dominanti di neri, comprese 100 Black Men of America, Congressional Black Caucus Foundation e National Council of Negro Women, assicurarono il loro appoggio per combattere l’epidemia.

“La comunità nera è al punto in cui era la comunità gay bianca alla fine degli anni ’80 o all’inizio degli anni ’90.” Disse il dott. Wilbert C. Jordan, responsabile medico della OASIS Clinic presso il Martin Luther King Jr. Multi-Service Ambulatory Care Center. “ma non siamo ancora dove dobbiamo essere”. I numeri forniscono ampie ragioni per essere allarmati. Secondo i Centri per il Controllo e la Prevenzione, i neri costituiscono quasi la metà del numero stimato di 1,2 milioni di americani oggi affetti da AIDS, benché siano solo il 13% dell’intera popolazione degli Stati Uniti.

 

Il medesimo articolo citava l’affermazione della Henry J. Kaiser Family Foundation (KFF) che “le donne costituivano più di un terzo dei casi di AIDS diagnosticati fra gli Americani nel 2006.” La KFF è la stessa organizzazione che ospitò la succitata conferenza del giornalismo del 2006 in cui moderatori sovvenzionati dall’industria farmaceutica dissero ai giornalisti come mettere ai margini i presunti negazionisti.

Il Professor Henry Bauer ha mostrato che, secondo tutti i dati demografici americani, le persone di discendenza africana sono in media 8-10 volte più a rischio di quelle di origine caucasica. Dal momento che questo risulta da due decenni a questa parte, potrebbe anche indicare che nei test ci sono preconcetti razziali.

 

L’industria dell’AIDS ha accusato l’Africa di essere responsabile della originaria diffusione dell’HIV, gli Africani di amare il “dry sex”, di essere più promiscui delle persone in altri continenti e di avere credenze voodoo riguardo alla salute, alle medicine e alle terapie. Ironicamente, il Benin è uno dei paesi africani dove il voodoo tiene ancora la mortalità HIV/AIDS al di sotto del due per cento.

Benché la World Health Organization (WHO) abbia recentemente riferito che la minaccia di una “pandemia eterosessuale” di AIDS era superata, gli attivisti dell’AIDS insistono ancora che milioni di persone sono infettate e muoiono a causa dell’  “epidemia di AIDS.” Nonostante il rapporto del WHO, il Congresso quest’anno intende autorizzare altri 50 miliardi di dollari per il finanziamento della lotta all’AIDS in Africa.

Riguardo al pacchetto di aiuti, Howard Berman, Presidente del Comitato Affari Esteri, “Abbiamo l’imperativo morale di agire e di agire con decisione”.

Mentre i critici lamentano l’assenza di finanziamento della ricerca  (è stato  solo $12.6 miliardi nel 2006), è difficile sapere dove vanno i fondi quando le società farmaceutiche non conducono test o esperimenti. La riluttanza dei ricercatori finanziati ad accettare, per esempio, la modesta richiesta del gruppo Perth, diventa anche più comprensibile; e potrebbe anche spiegare la loro ostilità che dura da 21 anni verso il prof. Duesberg, Ms. Farber, e centinaia di altri scienziati, medici e giornalisti che cercano di riferire a Enti del Governo Americano (NIH, HHS, NIAID), i quali ancora si rifiutano di ascoltare.

Col tempo, e se nessuno pone questi quesiti critici, le società farmaceutiche potrebbero lentamente svezzare i loro clienti più di buon senso dalle tossine per placebo salvavita senza perdere i finanziamenti. Ala fine, capsule di semi di sedano macinati con l’etichetta thiswontkillyouflex (questo non ti ucciderà), vendute a 500 dollari la bottiglia, potrebbero tenere in vita i pazienti per più di una normale esistenza. Se e quando ciò accadrà,  scienziati, politici e società farmaceutiche potranno congratularsi con se stessi per aver vinto la “Guerra all’AIDS” del dott. Gallo.

 

Analisi

Per molti versi, oggi l’industri HIV/AIDS assomiglia ad una matura colonia di termiti.

Nel corso degli anni, da quando l’ HIV produsse il primo uovo di Gallo, gli operai (amministratori e ricercatori) hanno prodotto una fortezza simile ad un labirinto di pareti di cartone (ricerca e strutture) per sostenere la colonia. Mentre i soldati difendono la colonia e il re, il dott. Gallo e l’HIV sono gestiti, accuditi e nutriti da attendenti che li circondano, si prendono cura di loro e li difendono.

A prima vista, la fortezza sembra impenetrabile e gli oscuri passaggi di collegamento troppo confusi per avventurarsi. Dopo più di vent’anni e milioni di pagine di ricerca e studi costruiti sull’uovo originale di Gallo, nessuna persona sana di mente potrebbe tentare di comprendere le infinite minuzie senza diventare pazza.

Argomentare contro la montagna di minuzie interdipendenti e autosupportate dell’AIDS richiede terabytes di energia computistica e la tenacia dei più insopportabili tifosi sportivi del mondo.

La chiave del rompicapo non sta nelle pareti di cartone, nei lavoratori, nei soldati o nella miriade di passaggi non navigabili, ma nella dichiarazione originale sull’ HIV dello stesso Gallo.

Il principio del rasoio di Occam afferma che la miglior spiegazione tende ad esssere quella che richiede il minor numero di assunti addizionali. Tale spiegazione invoca il minor numero di fattori intermedi (per esempio 25 anni di ricerca sull’ HIV/AIDS), mentre mantiene il suo “potere predittivo”, cioè la sua capacità di spiegare dati attuali per prevedere dati futuri. Se noi applichiamo il rasoio di Occam ed il metodo scientifico, è chiaro che la relazione HIV/AIDS non è mai stata formalmente provata e dire che è vera fino a dimostrazione del contrario è ingannevole.

Quando gli è stato chiesto quale argomento lo convincesse maggiormente che l’HIV non è la causa dell’AIDS, il Premio Nobel Kary Mullis rispose, “Il fatto che non ne esiste evidenza.”

Non si deve essere ricercatori sull’AIDS con solide basi farmaceutiche per capire queste questioni. Il rasoio di Occam ed il metodo scientifico sono entrambi insegnati nelle scuole primarie di tutto il mondo. Quando il mondo scientifico riprenderà contatto con questi principi e ristabilirà la disciplina per applicarli, la regina morirà e la colonia di Gallo crollerà.

Del consenso scientifico, Michael Crichton disse:

“ Il lavoro della scienza non ha niente a che fare con il consenso. Il consenso è un affare della politica. La scienza, al contrario, richiede solo un investigatore che ha  ragione, il che significa che ha risultati verificabili con riferimento al mondo reale. In scienza il consenso è irrilevante. Ciò che è rilevante sono i risultati riproducibili. I più grandi scienziati della storia sono grandi proprio perché hanno rotto con il consenso… Non c’è una cosa come il consenso nella scienza. Se è consenso non è scienza. Se è scienza non è consenso. Punto.”

 

Conclusioni

Con milioni  di uomini e donne diagnosticati e non diagnosticati HIV+ che conducono vite sane e produttive in tutto il mondo senza assumere medicinali per l’AIDS, a questo investigatore rimangono le persistenti domande del prof. Duesberg e i difensori isterici del  dott.r. Gallo, i quali, come questo investigatore ha personalmente scoperto, sembrano disposti a usare tattiche diffamatorie e criminali per mettere a tacere quelli che fanno domande.(vedi Epilogo)

Queste domande non sono insignificanti. Nessun’altra attività scientifica sembra essere difesa più aggressivamente della teoria del dott. Gallo. Se un investigatore mette in discussione la curvatura della Terra, oppure il motore a combustione interna, è difficile immaginare la NASA o la Honda che pagano dei difensori della loro verità. Invero, entrambi gli argomenti sono chiaramente presentati in pubblici siti web e librerie senza paura, intimidazione, o minaccia di perdita di sovvenzioni. L’idea che dei difensori usino mezzi criminali per dissuadere qualcuno dal fare indagini sulla combustione interna sembrerebbe assurda; e invece, centinaia se non migliaia di giornalisti, insegnanti, scienziati e individui comuni sono abitualmente presi di mira dai ben finanziati difensori di Gallo.

E’ possibile solo una fra due conclusioni:

1.            Questo investigatore ha deliberatamente, senza intenzione o temerariamente sorvolato la risposta a questi quesiti fondamentali per presentare una insopportabile teoria della cospirazione, completa di minacce, e-mail e telefonate immaginarie registrate in una  memoria di 66 pagine alla polizia e in una causa federale pendente, oppure

2.            Le società farmaceutiche:

·                     Stanno usando protocolli di sperimentazione non accurati e non verificati per sostenere che le persone sono affette da un retrovirus del quale non si è dimostrata la pericolosità, ma che essi sostengono potrebbe uccidere;

·                     Stanno inventando, producendo e distribuendo tossine designate a distruggere le normali funzioni cellulari ed enzimatiche necessarie a sostenere la vita per combattere la presenza di un innocuo retrovirus ospite;

·                     Stanno usando quelle tossine deliberatamente, senza intenzione o temerariamente per compromettere quelli che potrebbero altrimenti essere sistemi immunitari sani;

·                     Stanno manipolando statistiche di malattia e di mortalità causate dalla droga per mantenere il finanziamento dell’ HIV;

·                     Stanno arruolando e pagando celebrità disinformate, ma benintenzionate per sostenere i test ed i trattamenti per l’ HIV  su destinatari specifici (la comunità gay, le minoranze a basso reddito e le popolazioni del terzo mondo) che sono più vulnerabili a strategie di mercato deduttive e ad alta pressione.

Se è vera la prima conclusione, questo investigatore continuerà a godere una lunga vita in salute con la sua famiglia ed i suoi amici nel sud della California.

Se è vera la seconda conclusione, l’America potrebbe alla fine riprendersi dallo scandalo: ma è difficile calcolare l’impatto di sofferenze e morti non necessarie, perdita di fiducia nella scienza e nelle buone intenzioni dell’America, procedimenti legali per class action, perdita di valore delle azioni, affidabilità dei prodotti, spreco di energie e risorse nelle nostre istituzioni accademiche, effetti sulla comunità mondiale, gli Stati Uniti e l’economia globale.

 

Se i sopravvissuti all’uovo di Gallo si renderanno conto che enti governativi e società farmaceutiche hanno preso scorciatoie che hanno ucciso senza necessità persone che altrimenti sarebbero in salute, come il  13enne Ryan White,  agenzie, politici e media presto cominceranno a puntare il dito contro qualcuno per biasimarlo per aver dato il via a un disastro umano che potrebbe far sembrare Enron e 9/11 scippi ai giardini pubblici o incidenti automobilistici. Le famiglie di coloro che hanno sofferto e sono morti per la tossicità di farmaci come l’ AZT vorranno attaccare i politici. I politici se la prenderanno con gli enti, che se la prenderanno con le amministrazioni precedenti.

Ne potrebbe derivare anche un contraccolpo contro i media e, fra di essi, quelli della comunità gay. I media e i centri di aggregazione di gay e lesbiche ed i gruppi di difesa della tesi HIV/AIDS, che danno lavoro a migliaia di persone e ottengono profitti da generosi sponsor farmaceutici e sovvenzioni CDC per fare pubblicità, organizzare eventi lascivi, dare ospitalità e raccogliere fondi, vedranno la propria fine. Minacciate dalla perdita di tali fondi, queste organizzazioni saranno riluttanti a chiudere le loro porte in cerca di un altro lavoro.

Gli scienziati si nasconderanno dietro le loro ricerche, i dottori dietro i loro ospedali, i gay dietro i medici e le cliniche, i politici dietro i  loro elettori. Nel mirino saranno soprattutto le società farmaceutiche che hanno prodotto, distribuito e guadagnato vendendo note sostanze tossiche durante quello che non sarà niente altro che un periodo sabbatico di 25 anni per la scienza.

 

I membri medici ed accademici della Semmelweis Society International non possono essere sicuri, perché quelli che insistono che l’HIV è dannoso rifiutano ancora di dimostrare il collegamento tra HIV e AIDS. Ciò che non è in discussione sono le proprietà tossiche elencate sulle etichette di TUTTI i farmaci HIV/AIDS approvati dall’FDA.

A nessuno si richiede di dimostrare la non esistenza della teoria di Gallo sull’ HIV. Il prof. Duesberg, venti anni fa’, ha sollevato quesiti sulla teoria di Gallo e Gallo ed i suoi difensori ancora rifiutano di rispondere. Quando si decideranno a dimostrare che l’ HIV esiste, attacca i globuli bianchi e causa l’AIDS, il loro investimento di 10 mesi e 100.000 dollari metterà a tacere queste domande – come avrebbe dovuto avvenire 24 anni fa’.

Sulla base delle evidenze contenute in questo rapporto, questo investigatore deve concordare con centinaia di scienziati e dottori degni di stima che continuano a non essere convinti che il retrovirus del dott. Gallo sia reale o abbia qualcosa a che fare con la malattia denominata AIDS.

E’ questa storia, questa evidenza e queste domande che il Professor Duesberg, Ms. Farber e innumerevoli altri hanno rischiato le loro carriere per sollevare. I membri della Semmelweis Society International possono concordare o no con tutti gli aspetti di questo rapporto, ma sostengono saldamente gli uomini e le donne coraggiosi della medicina e della scienza che continuano a porre domande sul mondo che ci circonda.

Senza scienziati onesti ed intellettualmente curiosi come Peter Duesberg, l’umanità perde la promessa di innovazione e di progresso. Senza giornalisti determinati ed imparziali come Celia Farber, l’industria ed il governo non possono essere ritenuti affidabili. Senza entrambi, l’esperimento che dura da 232 anni e chiamiamo Stati Uniti d’America sarà fallito.

Clark Baker


Los Angeles